Cenni storici sul termalismo di IschiaLe prime testimonianze dell'utilizzazione dell'acqua per fini diversi dalla mera sopravvivenza risalgono a circa 3500 anni prima dell'era cristiana e sono state localizzate in Persia, in Egitto ed in altri paesi arabi. In Europa l'uso del bagno caldo e la costruzione di appositi ambienti si diffusero dapprima in Grecia, già in età cretese-minoica (II° mill. a.C.), per poi svilupparsi nel corso dell'età micenea (1300-700 a.C.) ed ancor più nel periodo della Grecia classica e nell'età ellenistica Le caratteristiche geomorfologiche di Casamicciola Terme e dei Comuni confinanti, come pure la qualità e la varietà delle acque termo-minerali che si concentrano in numerosi bacini, le peculiarità dei fanghi termali e la persistente attività delle fumarole, testimoniano ancora oggi l'origine vulcanica di Ischia.
Questa isola è emersa dal mare molti millenni prima che vi approdassero, nell'VIII secolo avanti Cristo, i colonizzatori provenienti da alcune regioni della Grecia. Dallo studio dell'evoluzione geologica, della storia, dell'archeologia e delle fonti classiche riguardanti Ischia si apprende che, fin dalle origini, l'uomo è stato attratto dalla particolare fertilità del suolo e dalle acque calde che si potevano raccogliere ed utilizzare in vari modi. I risultati terapeutici ottenuti con il loro uso erano, a quell'epoca, talmente inspiegabili da essere addirittura attribuiti al potere di alcune divinità. La frequenza e la forza particolarmente distruttiva delle eruzioni dei vulcani ischitani , fa comprende perché, in epoca romana , mentre nelle principali città dell'Impero, le Thermae raggiungevano il culmine della diffusione, del fasto e della funzionalità,ad Ischia non siano state trovate neppure tracce di edifici finalizzati all'utilizzazione delle sorgenti di acque calde e delle fumarole. Presso la fonte di Nitrodi, nell'attuale Comune di Barano sono state trovate alcune metope, cioè tavolette con bassorilievi, recanti iscrizioni votive alle ninfe cui era dedicata la sorgente, attualmente conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Gli effetti catastrofici derivanti dal susseguirsi di eruzioni e di eventi tellurici anche nell'età medievale, costituirono, ancora una volta, l'ostacolo primario alla costruzione di strutture dove utilizzare al meglio le risorse termali di cui l'isola era ricca. Col passare del tempo migliaia di infermi tornarono a ricorrere fiduciosi alle cure termali delle quali, nell'isola d'Ischia, così come nel resto d'Italia, la fama preesistente aveva lasciato un certo ricordo Col passare del tempo ed il conseguente approfondimento delle conoscenze chimiche e fisiche, il patrimonio termale dell'isola d'Ischia è stato sempre più studiato, conosciuto ed apprezzato, così da raggiungere, già dal 1700, la massima rilevanza europea, favorita sia dalla divulgazione delle prime opere scientifiche pubblicate sull'argomento, sia dalla più capillare informazione derivante dai resoconti e dai diari di quei viaggiatori, colti e curiosi, che includevano Ischia tra le principali tappe del loro Grand Tour in Italia. In quest'epoca, gli stabilimenti termali sono ampliati e potenziati, così le stazioni di cura, di solito site in centri molto ameni, costituiscono tappe obbligate negli itinerari del Grand Tour che attira in Italia, sempre più numerosi, i viaggiatori, colti e curiosi, provenienti dal resto d'Europa I loro resoconti costituivano la più apprezzata testimonianza dei reali benefici delle cure termali e della bellezza dei paesi italiani dove ancora rimanevano evidenti i segni lasciati dalla civiltà romana. Il Grand Tour, ovvero Voyage d'Italie o Italienische Reise, diventa famoso non solo per la notorietà di alcuni viaggiatori provenienti da tutta Europa, ma anche per i loro diari, redatti sia in forma letteraria che figurativa Solo per segnalare alcuni esempi, è sufficiente ricordare: il "Voyage pittoresque ou description des royaumes de Naples et de Sicilie", dell'Abate Richard de Saint Non, pubblicato a Parigi nel 1781, a proposito del quale può leggersi, di recente, l'opera di Petra Lamers, Il viaggio nel Sud dell'Abbé de Saint Non.Il "Voyage Pittoresque à Naples et en Sicilie", la genesi,i disegni preparatori,le incisioni, Napoli,Electa,1995; "Italienische Reise di J. W. Goethe, tradotto da E.Castellani Milano, ed. Mondadori, 1983; J.F.COOPER, Viaggio in Italia (1828-1830), traduzione di A.Neri, Pisa,ed.Nistri-Lischi,1989.
|